Care socie e cari soci di “Antico e moderno”
Neppure tre anni orsono la delegazione dell’Associazione italiana di cultura classica “Antico e moderno” è nata da una mia idea, maturata nel confronto con Emanuele Lelli. L’idea si fondava e si fonda sul superamento della dimensione temporale con l’apertura alla modernità, intesa soprattutto quale fortuna degli autori greco-latini nelle età successive e di quella spaziale, da sempre ristretta alle singole province, attraverso l’attenzione a temi della nostra civiltà anche odierna, che dal mondo classico deriva. Ho sempre considerato limitativa la valorizzazione del mondo che noi tutti amiamo, restringendola ad una difesa di posizione e al dibattito sulla sua importanza nella società attuale tra di noi, addetti ai lavori, e, in specie, al mondo dell’Università. Di qui la volontà di aprire ancor più alla scuola, in particolare al liceo classico, nel quale anch’io ho insegnato.
Grazie sopra tutto al lavoro appassionato e incessante di Emanuele Lelli e di tanti brillanti collaboratori, “Antico e moderno” è cresciuta ben al di là delle più rosee previsioni. Oggi conta 150 soci e risulta la delegazione più numerosa di tutta l’AICC. Bastino a valutarne l’attività questi altri dati, che peraltro molti di voi conoscono, a testimoniarne il successo: abbiamo organizzato nel trennio incontri e convegni via via sempre più partecipati e di qualità crescente, culminati, nell’anno in corso, nella “Giornata mondiale del greco”, nella neonata “Giornata mondiale del Latino”e nel Convegno internazionale sul teatro greco e romano. Il forte legame ai temi della società attuale sono stati provati, tra l’altro, dagli argomenti di Epistemai sul linguaggio dell’eros, sul rapporto tra cittadinanza e ospitalità, dall’incontro su “Enea, lo straniero” con Giulio Guidorizzi, dall’indagine su quanto del mondo antico sia vivo nell’attualità delle tradizioni popolari antiche e moderne, ivi compreso il conferimento del premio Frazer. In piena pandemia, nonostante le difficoltà che la nuova condizione ci ha imposto, Aicc “Antico e moderno” ha reso grande servizio alla scuola e alla cultura in genere, con oltre 140 ore di aggiornamento per i docenti e PTCO che hanno coinvolto 1000 docenti e 40 mila studenti.
Arrivati a questo punto vires deficiunt, direbbe Orazio, ma la recusatio–excusatio non mi è mai piaciuta, preferisco parlare di traditio lampadis. Per questo ho pensato di passare il testimone ad uno studioso che, per caratteristiche caratteriali, dottrina e consenso interno e internazionale, potrà meglio di me portare “Antico e moderno” a crescere ancora. Parlo di Giulio Guidorizzi, che non solo io, ma molti di voi conoscono e stimano. Un grazie a lui e a tutti voi per l’impegno e la passione dimostrata al servizio della scuola e, in definitiva, del nostro Paese.


