“Voleva l’amore, aveva trovato un mostro; voleva che il mostro cadesse in battaglia, era tornato; voleva coprirlo di umiliazioni, Roma lo aveva elevato agli onori del trionfo; voleva liberarsene, gli dei non l’avevano aiutata”. E gli dei non avrebbero mai offerto l’aiuto a Messalina, la donna più bella e potente di Roma, nel suo disperato tentativo di compiere i suoi propositi di rivalsa e di vendetta contro un destino infelice. Vittima di un’ingiustizia per volere dell’imperatore Caligola, Messalina, appena diciassettenne, ha dovuto sposare Claudio, il “mostro”, storpio e balbuziente, di gran lunga più anziano di lei. La sua giovinezza e la sua bellezza sono sacrificate al potere: una ferita profonda che non si rimargina neppure quando lei si ritroverà, contro ogni previsione, ad essere innalzata al rango supremo di imperatrice, anzi alimenterà ancor di più in lei odio e disperazione.
Nel romanzo storico di Antonella Prenner, il personaggio di Messalina è scandagliato nella sua psicologia in maniera magistrale non solo sulla base di uno studio attento delle fonti storiche, archeologiche e letterarie sottese al racconto, ma soprattutto per la fluente vena narrativa che cattura il lettore e gli impedisce di staccarsi dalla lettura. Il canto di Messalina, triste e straziante, è un grido soffocato, nella simulazione e dissimulazione, che segna ogni punto della parabola del personaggio. Come un’eroina tragica sceglie deliberatamente il male pensando così di raggiungere quel bene che l’è stato negato e che cerca bramosamente di recuperare, quell’amore che sente di aver ricevuto solo dal padre, Marco Valerio Messalla Barbato, morto prematuramente. Controverso il suo rapporto con la madre, Domizia Lepida, che non ha mai sentito vicina e con il fratellastro Felice che lei detesta profondamente e che sarebbe potuto diventare, già nell’infanzia, la prima delle tante vittime maschili che lei, mantide sanguinaria e insaziabile, dopo le nozze con Claudio lascerà lungo il suo percorso di una vita breve e scellerata. Messalina si muove sulla scena come astro furioso in una costellazione familiare destinata all’implosione. Il destino delle donne della famiglia imperiale, esiliate per immoralità, come Giulia maggiore, figlia di Augusto, e Giulia Livilla, sorella di Agrippina minore, sono ombre ingombranti che irretiscono Messalina e la condannano ad un destino ancora più tragico: essere reputata nei secoli futuri non una donna infelice quale è, ma un’indiscussa icona di perversione e di male.
Una lezione di Rainer Weissengruber sulla latinità nell’antica Austria
Giovedì 18 dicembre 2025, ore 17.30, nelle Sede romana dell’Associazione „Antico e Moderno“, via Prenestina 94 Roma Siamo lieti di invitarvi alla Conferenza del Prof. Rainer Weissengruber „Gli ultimi anni della presenza dei Romani nelle terre del Noricum Ripense“...



